Corte dei Conti, relazione 2012 sul costo del lavoro pubblico
Capitolo 2.5.
Enti pubblici non economici, pag 89
"l’ultimo triennio è caratterizzato da una progressiva flessione del personale sia a
tempo indeterminato (-6% rispetto al 2008) che a tempo determinato (-1,6% rispetto al 2008); cresce, invece, in misura significativa il ricorso ad altre tipologie di
lavoro flessibile che assorbe circa il 3,6% del personale del comparto. In particolare, i lavoratori interinali quadruplicano la loro consistenza nell’ultimo triennio,raggiungendo la stessa
dimensione numerica del personale a tempo determinato
Il personale dirigente, in controtendenza rispetto a quello degli altri comparti, segna un contenuto aumento (1,8%).
Poco rilevante risulta l’entità, nel 2010, delle progressioni verticali del
personale non dirigente che hanno interessato solo l’1,9% del personale, in particolare nell’area B
un’alta percentuale di addensamento del personale nelle aree apicali (75%
dei dipendenti concentrato nell’area C) e, nell’ambito delle singole aree, una forte concentrazione del personale nelle posizioni economiche più elevate"
Nello caso specifico Inps le cifre sono di 22 mila dipendenti area C a fronte di soli 3 mila in area B. Nonostante questo si continua ad ampliare l'area C preferendola costantemente nelle richieste di autorizzazioni ad assumere rispetto a tutte le altre aree.
Un esercito infarcito di ufficiali e generali. Ma con pochissimi soldati...
Difficile immaginare un "controllore" più autorevole della Corte dei Conti.
Difficile immaginare un parere della Corte dei Conti che più di questo possa confermare ciò che abbiamo sempre detto e scritto.
Più di così, è veramente difficile.
delibera_77_2011_e_relazione.pdf
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Alcuni estratti:
pag 55
"Per una delle più grandi aziende nazionali di servizi, quale è l’INPS,
assume rilievo strategico il fattore risorse umane, che continua invece ad essere
esposto a forti limitazioni, imposte in via generalizzata alle pubbliche amministrazioni,
principalmente per esigenze di riequilibrio finanziario.
La scopertura dei dipendenti in servizio si attesta al 5,5%, per effetto di una
ulteriore contrazione nella consistenza complessiva, che scende a 27.640 unità
(28.250 nel 2009), nonostante il notevole ridimensionamento della dotazione organica
da 32.074 a 29.262 posti, operato in attuazione della legge n.25/2010."
"La seguente tabella mostra il trend in costante e notevole appesantimento dei valori percentuali negativi, con un picco nell ultimo quinquennio - dimezzato nel dato del 2010, per effetto della segnalata e più ravvicinata,- riduzione dell organico che può assumere aspetti allarmanti, per i livelli minimi di funzionalità dell' Istituto, soprattutto perchè contestuale ad un sempre maggiore carico di compiti affidati dal Legislatore."
pag 56
"Il fenomeno evidenziato deriva dal maggiore esodo annuale (1.554), rispetto ai minori ingressi (944), collegati al blocco delle assunzioni, che appaiono tuttavia in aumento rispetto al 2009.
Modesto si conferma, altresì, il consentito ricorso alla mobilità interenti (418) e
alle posizioni di comando con oneri a carico dell’Istituto (154), mentre risulta più che
raddoppiata l’entità delle prestazioni acquisite mediante contratti di somministrazione,
passate da 582,27 unità uomo/anno del 2009 a 1.608,50 del 2010."
In proposito la Corte ha peraltro ripetutamente sottolineato che, per fronteggiare le scoperture organiche, non appare strumento adeguato il crescente e massiccio ricorso al lavoro interinale che, pur essendo formalmente destinato al caricamento dei dati nel sistema informatico, rischia di tradursi in anomali processi di esternalizzazione
dell’attività istituzionale e di alimentare aspettative di assunzione, come in seguito
sarà evidenziato."
"Considerando il turnover quale indicatore della mobilità del lavoro – in termini di rinnovo del personale – va osservato che le scelte effettuate lasciano uno spazio
limitato per il ricambio nelle aree professionali, salvo per gli ispettori di vigilanza C1
(nella misura di 52, ma già autorizzati per il biennio 2008/2009 in 310 unità), mentre
appare modesto l’incremento dei C3 (di cui 100 amministrativi e 20 informatici) e
ancor più dei B1 (31)."
pag 59
"In ogni caso va ribadita l’inidoneità della decisione di sopperire alle accresciute esigenze istituzionali attraverso il già rilevato aumento dei contratti di lavoro interinale nel corso del 2010 – soprattutto in vista della drastica riduzione del 50%, disposta dal D.L. n.78/2010, per la quale si fa rinvio al successivo paragrafo 5.5 – e con il ricorso al personale in posizione di comando, indipendentemente dal titolo di studio, prescritto in via generale e richiesto per gli accessi sia mediante concorso che per mobilità."
pag 61
"Nel triennio 2008/2010 le spese di funzionamento di parte corrente sono
aumentate del 4,5% (rispetto ai 3.504 mln di euro nel 2008), mentre registra un
andamento inversamente proporzionale la spesa di personale, diminuita del 4,7% (rispetto ai 1.689 mln di euro nel 2008), a conferma delle misure generalizzate di contenimento degli oneri imposti al pubblico impiego.
In proposito, la Corte ha tuttavia più volte sottolineato come gli interventi lineari di riduzione degli specifici oneri – tra l’altro spesso ricadenti, come nella specie, sulle dotazioni delle meno elevate aree professionali e quindi principalmente sulle risorse umane addette alla produzione – non appaiono idonei a frenare le spese nel breve periodo e rischiano di compromettere la produttività e la funzionalità dell’Istituto nel lungo periodo."
pag 65
"Appare rilevante, nella presente trattazione sul costo globale delle risorse umane
e sulle corrispondenti politiche di gestione, segnalare nuovamente alcune spese
emblematiche"
"Dopo il raddoppio del 2009, spicca nel 2010 la triplicazione - in valori assoluti -
della spesa per l’acquisizione di prestazioni di lavoro temporaneo, che ha assunto profili non lontani da uno stabile impiego presso l’Istituto, per effetto soprattutto della continuità del rapporto con la stessa società fornitrice.
Il fenomeno ha subito la massima espansione poco prima del drastico intervento
limitativo introdotto dall’art.9, comma 28, del D.L. n.78/2010, il quale ha stabilito che dal 2011 la spesa per il personale interinale non può superare il 50% dell’importo
sostenuto nel 2009 - nel solco del contenimento degli oneri del pubblico impiego -
producendo incidenze e anche sugli impegni contrattuali assunti dall’Istituto per lo
stesso anno 2011 (nell’ammontare di quasi 5,9 mln di euro).
In proposito i precedenti referti avevano segnalato la delicata problematica
connessa, sia al profilo della sicurezza - nell’affidamento dell’acquisizione di dati
sensibili a lavoratori dipendenti da un diverso soggetto giuridico (la società di lavoro
interinale) e nelle correlate difficoltà di controllo sulle effettive prestazioni svolte - sia all’aspetto dell’anomalo utilizzo di uno strumento straordinario per sopperire a carenze di organico e per lo svolgimento delle ordinarie funzioni istituzionali.
Per tale ultimo aspetto, le criticità evidenziate – e, di fatto, accentuate – si sono
tradotte nella rilevata imprevista conclusione dei contratti in essere e nella non
agevole presa in carico delle attività svolte correntemente dagli interinali da parte del personale dipendente dall’Istituto, con ulteriore sovraccarico dell’ordinario lavoro. Inoltre ha preso concreta forma il rischio, evidenziato sempre nei pregressi
referti, dell’alimentazione di infondate aspettative di stabilizzazione dell’impiego e, a livello più generale, di continuità occupazionale, sfociato in specifiche interrogazioni parlamentari e in apposite risoluzioni governative rivolte agli enti previdenziali."
pag 68
"Va conclusivamente osservato che, nel quadro dei vigenti vincoli, si confermano
prioritari i consentiti istituti della mobilità e, soprattutto, delle deroghe alle assunzioni,ove siano, come nel caso dell’INPS, corroborate da motivate e documentate richieste di adeguate dotazioni di risorse umane proprie, che consentano – tra l’altro – quanto meno il ricambio delle unità di uscita, per l’assolvimento dei nuovi e crescenti compiti istituzionali "
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pag 55
"Nel 2009 sale dall’8% al 12% la scopertura delle unità in servizio, per
effetto di una ulteriore contrazione nella consistenza delle presenze, che scende a
28.250 unità al 31 dicembre, nonostante il notevole ridimensionamento della legge n.133/2008.
"viene in evidenza l’entità più che raddoppiata delle prestazioni acquisite mediante contratti di
somministrazione, passate da 250,52 unità uomo/anno del 2008 a 582,27 del 2009.
In proposito la Corte deve ribadire che per fronteggiare le permanenti scoperture
organiche, non appare strumento adeguato il crescente ricorso al lavoro interinale,
formalmente addetto al caricamento dei dati nel sistema informatico e quindi per lo
svolgimento dell’ordinaria attività istituzionale, traducendosi in anomali processi di esternalizzazione, che possono alimentare – tra l’altro - infondate aspettative di assunzione."
altri estratti:
"...desta preoccupata attenzione la scelta adottata di integrare le carenze
dirigenziali e quelle degli ispettori, tralasciando però di colmare quelle delle aree professionali – recentemente gravate, tra l’altro, di nuove responsabilità nelle Agenzie - e scegliendo di
sopperire, alle accresciute esigenze istituzionali, con contratti di somministrazione."
"Perplessità e preoccupazioni destano peraltro le scelte di ricorso sempre più ampio e frequente a prestazioni esterne"
"...Non appare peraltro misura adeguata la scelta di sopperire alle accresciute
esigenze istituzionali con il ricorso a strumenti eccezionali, quali i contratti di
somministrazione e l’acquisizione di dirigenti esterni all’Istituto (art. 19, c.6 del
d.lgs.n.165/2001) - soprattutto in assenza di una disciplina puntuale ed esaustiva sui
criteri di conferimento dei relativi incarichi e di analitica indicazione dell’iter
preordinato alla adozione di ciascun provvedimento – omettendo le fasi preventive di
interpello e verifica effettiva sulla inesistenza di adeguate professionalità interne."
pag 66
" Nell’anno 2009, prime fra tutte per importo, spiccano le spese per la fornitura di
lavoro temporaneo - trasferite dalla UPB4 alla UPB5, fra le uscite per l’acquisto di
servizi – che risultano raddoppiate nell’importo e che rischiano di tramutarsi in un
esercizio stabile di impiego all’interno dell’Ente, tenendo conto che l’assestato 2010
prevede impegni per circa 31 mln di euro,
e quindi un ammontare di oltre tre volte superiore alla punta del 2009.
A decorrere dall’anno 2011, tuttavia, l’art.9, c.28, della precitata legge
n.125/2010 stabilisce che la spesa per personale, relativa alla somministrazione di
lavoro, non possa essere superiore al 50% di quella sostenuta per il 2009.
Sull’argomento ribadisce la Corte la problematica connessa, sia al profilo della sicurezza nell’affidamento dell’acquisizione di dati sensibili a lavoratori dipendenti da un diverso soggetto giuridico
(la società di lavoro interinale)
e nelle connesse difficoltà di controllo delle prestazioni svolte - sia all’aspetto dell’anomalo utilizzo
di uno strumento straordinario per sopperire a carenze di organico e per lo svolgimento delle ordinarie funzioni istituzionali."
"L’analizzato andamento generale dei flussi dimostra la critica
riduzione delle unità
in servizio già denunciata, da sottoporre ad un attento monitoraggio e approfondita
riflessione soprattutto per gli effetti sulla funzionalità complessiva, che rimane
esposta alla crescente pressione indotta dal progressivo allargamento dei compiti dell’
Istituto, e può solo parzialmente giovarsi delle ripetute misure di riorganizzazione,
peraltro sinora scarsamente condivise e anzi in gran parte avversate dal personale
dipendente."
Co.V.I.C.B1
